Disturbi mentali legati a Lara Croft
Ok, prima di continuare a leggere guardate questo video. E staccate gli occhi da Karima Adebibe, se ci riuscite.

Quando una parola è troppa e due sono poche
Ok, prima di continuare a leggere guardate questo video. E staccate gli occhi da Karima Adebibe, se ci riuscite.

ma tu guarda cosa va' a pensare neuromancer85 alle 18:45 5 commenti
Etichette: aneddoti, Bacon grigliato, computer, critica letteraria, giochi, tette
L'abbazia di San Simeone, lo stilita. Quella pietra al centro è quel che resta della colonna sopra la quale ha vissuto per 40 anni. E ora le cose serie.
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"Pronto?"
"Ehm, c'è Luigi?" È lei.
"... sono io..."
"Oh, ciao..." non l'Oh terrone, un Oh delicato come un petalo che cade.
"Ciao... dimmi"
"Niente, era da un po' che non ci sentivamo e avevo voglia di sentire la tua voce"
[...]
Questo alle 7.
Stavo cercando il punto di riposo di un transistore.
Dopo un'ora è ancora sul mio tavolo a ridersela: "Ancora non sai in che zona funziono: Ah ah ah!"
Mi serve qualcosa per tirarmi su.
Qualcosa di forte.
Playlist: Crosby, Stills, Nash & Young: Déjà Vu.
Tiro giù un peperoncino dalla "inserta" (già che siamo in tema di red hot...) lo apro e lo butto interamente in una pentola con dei piselli: ne esce fuori un qualcosa di così piccante che avrebbe fatto smettere John Coltrane di farsi di ero.
Apro il frigo e..... Yes! L'ultima tall-can di Ceres è lì che mi guarda con l'aria di saperla lunga.
Mi faccio un risottino "alla orientale" col mais, i suddetti piselli e il riso, saltati in padella.
Intanto il cd sta per finire e non mi posso allontanare dai fornelli proprio ora, ma ecco che il mio pc mette il player in "repeat all". Poi vi meravigliate se gli dedico interi post?
Il risotto è roba da aspettarsi Mercurio alla porta che vuole fare scambio con un po' di ambrosia.
Dio, dovrei essere depresso più spesso.
E che il transistore si fotta.
ma tu guarda cosa va' a pensare Luigi l'appeso alle 20:26 6 commenti
Etichette: Bacon grigliato, birra, computer, Mantelli elfici, Red Hot Chili Peppers, rock
Il mio computer è un guerriero, insonne e sempre pronto.
Sfida il passare delle ore, combattendo incessantemente per me.
Elabora strutture di proteine per l'università di Washington o matrici in spazi n-dimensionali per quella di Oxford. Perlustra i nodi della rete, alla ricerca di ciò che gli chiedo.
Come un solitario Ronin, col vento elettromagnetico a disturbare la sua connessione, persiste nel suo intento, filtra le distorsioni non lineari del canale e porta a compimento il suo cammino lungo la Via.
Il mio computer è la mia katana, precisa e affilata.
"Se un giorno incontrererò Dio sulla mia strada, lo hackererò."
Solo io posso governarlo, e lui solo a me obbedisce.
Ci sono modi per non farlo andare in paginazione quando uso pesantemente la memoria ad accesso non-sequenziale (così si traduce ram), o modi per ripulire tutti gli angoli più reconditi della sua struttura a radice. E godo nel farlo.
Come lui gode nel ricevere le mie attenzioni.
Il mio computer è il mio compagno, fedele e silenzioso.
Cerco nei quartieri bassi, dove la gente parla russo, o giapponese, tutto quello di cui ha bisogno.
La notte mi canta ninna nanne con la voce melodiosa di Bob Dylan, grazie ad un player mp3, due casse da 20 watt e le due ventole interne, sottofondo incessante della nostra vita comune.
Quando soffro di insonnia, esce dalla meditazione dello schermo nero, e mi racconta storie di samurai e pistoleri, oppure impara a memoria i deliri di una mente che non vuol spegnersi come tutte le altre, e come il sole dietro le colline.
Il mio computer... prima o poi si fonderà...
ma tu guarda cosa va' a pensare Luigi l'appeso alle 11:54 3 commenti
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